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LArmada Franz Zeise

LArmada

Franz Zeise

Published
ISBN : 9788838926143
Paperback
276 pages
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 About the Book 

LArmada, prodigioso romanzo del 1936 travolto dai travagli della storia (come accadde allautore di cui si perdono le tracce, demente in un ospedale) è innanzitutto il ritratto di Don Giovanni dAustria, bastardo di Carlo V, a cui il fratellastroMoreLArmada, prodigioso romanzo del 1936 travolto dai travagli della storia (come accadde allautore di cui si perdono le tracce, demente in un ospedale) è innanzitutto il ritratto di Don Giovanni dAustria, bastardo di Carlo V, a cui il fratellastro Filippo II regnante affida larmata che dovrà difendere la cristianità nella battaglia di Lepanto. Un ritratto in cui Leonardo Sciascia, in una splendida introduzione, vede il volto demoniaco e folle del potere.Il romanzo comincia nel 1546, a Ratisbona, con l«inquadratura» di Carlo V presente in città per contrastare i principi ribelli. E «inquadrare» definisce appropriatamente la prosa sinuosa di Zeise: fortemente visiva, sembra spostarsi come lente su un paesaggio, ora a ingrandire particolari minuti ora ad allargare panoramiche. Tutti credono limperatore assorto in grandi progetti, lui invece, chiuso in camera, con i ferri da calza intreccia una nappa per la spada e di notte rivive gli incubi della madre pazza. Per sedarne linquietudine morbosa, un cortigiano gli introduce in stanza la bella figlia di un mastro cintaio. Così lImperial Bastardo sarà il frutto della malinconia di un vecchio. Il romanzo ne seguirà la sorte fino allestremo giorno da governatore sotto le torri di Namur, in un seguito di forza, follia e passioni drammaticamente culminante nella descrizione della battaglia di Lepanto ma senza che mai si alzi sguardo da questa misura terrestre e bassa con cui abbiamo scorto allinizio lincubo dellimperatore. Pulsa dintensissima vita l«impero» di Filippo II. Dalle anse del Duero, alle città dei Paesi Bassi, al Mediterraneo luccicante. Mondo confuso, brulicante e ardente, di miserie e di traffici, di auto da fé e ferocie plebee, di lanzichenecchi e prostitute, e hidalgos, impastati di orgoglio, di vendette e di guerra. E in questo moto continuo, qui e là si accendono in rilievo le figure dei grandi: Andrea Doria, il veneziano Venier, Marcantonio Colonna, il Grande Inquisitore, la cortigiana Fanitza, il gran Capudan campione dellIslam, il cardinal Farnese e il papa Pio.Scritto nellatmosfera liberale della repubblica di Weimar, il romanzo uscì fortunosamente dopo lavvento di Hitler. Cadde quindi, causa il tema e latmosfera da «incubo corrusco e oscuro del potere», immediatamente in una semiclandestinità. A questa, in Italia – dopo una prima traduzione delleditore De Silva – lo sottrasse Leonardo Sciascia, promovendone nel 1977 ledizione, con lindimenticabile scritto che ripubblichiamo, e la riedizione nel 1989. E poiché dellArmada non si è mai parlato abbastanza, lo ripresentiamo oggi al lettore.